mercoledì, febbraio 11, 2009
Secondo coscienza...
Da qui:

"Caro Signor Englaro,

Mi presento: sono Bob Schindler, il padre di Terri (Schindler) Schiavo.

Malgrado noi veniamo da due continenti diversi con differenti culture, abbiamo molte cose in comune. Entrambi siamo padri ed entrambi abbiamo avuto dallo stesso Dio il dono dei figli. Nel mio caso tre. La nascita di Sua figlia e di mia figlia Terri non sono solo accadute, sono state un atto di Dio.

Mi ricordo di quando mia figlia Terri era bambina e di come ero orgoglioso dei commenti della gente su quanto fosse carina. Fui altrettanto orgoglioso quando fece i primi passi e disse le sue prime parole. Lo stesso orgoglio mi ha accompagnato per tutta la sua adolescenza fino a quando è diventata una persona adulta.

Entrambi abbiamo una figlia che ha sofferto gravi danni cerebrali e io so molto bene quali profondi effetti questo può causare alla persona colpita e alla sua famiglia. Entrambi abbiamo fatto esperienza della stessa disgrazia e dello stesso dolore. Tuttavia, vi è una differenza. Sua figlia è ancora viva, la mia non più. Lei ha ancora il controllo sul futuro di Eluana, io non ho potuto far nulla per Terri.

Quando mia figlia Terri subì il trauma cerebrale, le promisi che le avrei fatto avere le cure appropriate. Ho fallito. Ho combattuto senza successo i tribunali e suo marito per poter intervenire nel suo trattamento e riportarla a casa. Ciò non è accaduto e oggi io sono afflitto per il mio fallimento, perché ha portato alla sua morte.

La mia famiglia e io siamo addolorati per la perdita di Terri e io in particolare lo sono per il modo in cui lei è stata messa a morte. È morta per fame e sete

Questo tipo di morte è crudele e barbarico. I sostenitori dell’eutanasia Le diranno che far morire di fame e di sete una persona con danni cerebrali non causa dolore. Sono stato testimone di questo tipo di esecuzione e posso dire che è falso. È di gran lunga la morte più dolorosa che un essere umano possa sperimentare. Questa è la ragione per cui accade sempre nella più stretta riservatezza, al riparo di testimoni e cineprese.

Se Lei ha intenzione di fare questo a Sua figlia, Le consiglio di prepararsi a come soffrirà. Verrà ridotta a pelle e ossa. Gli occhi usciranno dalle orbite. I suoi denti diventeranno sporgenti in un modo abnorme e i suoi zigomi si ingrandiranno. Non c’è bisogno che Le dica altro, sua figlia soffrirà in un modo incredibile.

Mia figlia sembrava un detenuto di quelli che si vedono nei documentari sui campi di sterminio nazisti. Negli ultimissimi giorni della sua vita, quando chiesi che i media potessero essere testimoni della sua morte, mi fu negato. Non voglio che nessun altro muoia in questo modo.

Dio ha dato a Lei e a me la responsabilità di insegnare principi morali ai nostri figli e di tenerli fuori dalla cattiva strada. Far morire di fame e di sete Sua figlia è lontano da ciò che Dio desidera.

Bob Schindler Sr"

All'interno di questa lettera c'è racchiuso molto del mio pensiero sia sulla vicenda Englaro, sia in ambito più generale, nei confronti dell'eutanasia. Privare della vita un essere umano che non è in grado di difendersi, credendo con questo di alleviargli sofferenza, è un atto ben lontano dal buon senso. Ognuno, dovrebbe essere libero di decidere per la propria vita, non usare impropriamente armi giuridiche, per avere arbitrio sulla vita altrui. Poi, come c'è scritto nella lettera (ed è la parte su cui a maggior ragione mi trovo d'accordo), a mio modo di vedere, lasciare morire di fame e di sete un essere umano è una delle cose più orribili che possano aver luogo... Non riesco a concepirla proprio una cosa del genere.

Se volete un esempio pratico, quanto è successo ad Eluana (così come alla Schiavo), mi ha fatto pensare a questa cosa, seppur banale, ma che maggiormente vi può far capire: come la prendereste se, tanto per dire, io che ho due gatte, le metto dentro una gabbia e le lascio senza cibo ed acqua per una settimana? Io credo che delle persone indifese (così come di qualsiasi altro essere vivente) bisogni prendersi cura... non trattarle come la peggiore feccia esistente o semplicemente "servirsene" fin quando non servono più a nulla, e quando non servono più, trattarle come sacchi della spazzatura. Questo, in ambedue i casi, non è stato fatto, a mio parere.

Eluana, se doveva morire, non doveva farlo così...
Detto questo, benchè non favorevole all'eutanasia, mi sento comunque vicina al dolore della famiglia. Ciao Eluana!
 
scritto da Shpalmina alle ore 19:50 | Permalink |


2 Comments:


At 11 febbraio 2009 20:31, Blogger Zapped

spero non sia l'inizio di una tendenza, e penso sia troppo difficile distinguere
se si puo' decidere di togliere la vita, questa e' stata troppo politicizzata
pensa ad esempio se una ereditiera piena di soldi fosse in coma, interverrebbero troppi interessi...

 

At 11 febbraio 2009 20:55, Blogger Shpalmina

Mi auguro proprio nessuno opti più per l'eutanasia... Io, ne ho fatto solo questione di umanità. Come ne hanno discusso politicamente, è stato anche scandaloso (vedi, uscirsene fuori dicendo di voler cambiare la Costituzione... e non è l'unica). Ma, la questione, su cui volevo fare il punto io è diversa: un individuo che ha coscienza per fare scelte e azioni, può decidere anche di bucarsi, se vuole, a 18 anni o a qualsiasi altra età... (sarebbe meglio non lo facesse, ma vabbè.) Qua, la morte è stata imposta. Io avrei lasciato alla vita il suo corso... Mi è quasi più sembrato, da parte di chi ha voluto questo finale, che si volesse "liberare" di un peso... Forse è eccessiva come espressione, ma non saprei come altro definire il volere del padre di Eluana.
Oramai, Eluana non c'è più, per cui se ne potrebbe anche parlare all'infinito... portando a casa ben poco.
Speravo in un epilogo molto diverso... il mio voleva essere un semplice sfogo, dettato da coscienza, null'altro.
Ciao
Shpalmina

 


AddThis Social Bookmark Button